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Ti è mai capitato di arrivare alla macchina senza ricordare come ci sei arrivato?
Esci da una riunione andata bene. Il peso scende dalle spalle, e con lui se ne va qualcos’altro: la presa sul mondo intorno. I rumori arrivano attutiti. Un urto sul marciapiede, forse. Poi più niente, fino alla cassa del parcheggio. Dove il portafoglio non c’è più.
La prima cosa che pensiamo, quasi sempre, è: sono un idiota.
Non lo sei. È il modo in cui funziona una mente costruita per obiettivi: quando un compito si chiude e il successivo non è ancora cominciato, l’attenzione va in standby. Accesa, ma non presente. E non ce ne accorgiamo, perché manca proprio l’attenzione che servirebbe per notarlo.
Li chiamo spazi di transizione. Sono il punto in cui l’autoprotezione comincia davvero: non con la tecnica, ma con il sapere dove e quando la guardia si abbassa da sola.
Il primo di tre articoli che accompagnano il seminario La Mente sopra la Lama³ · Scenario: Stratagemmi, domenica 6 dicembre a Torino.
Articolo completo: link nelle stories
#LaMenteSopraLaLama #autoprotezione #difesapersonale #consapevolezza #mindwandering
Non ti sceglie perché sembri debole.
Ti sceglie perché, in quel momento, sei altrove.
Esci da una riunione andata bene. Cerchi le chiavi davanti al portone. Carichi la spesa in auto con il telefono in mano. Sono gli spazi di transizione: la mente ha appena chiuso un compito e non ha ancora aperto il successivo. Per qualche secondo il corpo è lì, la testa no.
Chi aggredisce lo sa. Non sceglie le persone: sceglie i momenti.
La Mente sopra la Lama³ è un seminario di autoprotezione strategica. Tre ore per imparare a riconoscere questi schemi, gli stratagemmi, prima che si attivino. E a usarli a propria volta: per sottrarsi, guadagnare tempo e distanza, non offrire a nessuno il momento giusto.
Non è un corso di combattimento. Non serve esperienza marziale.
Conduce il Maestro Christian Russo, in pratica dal 1992, fondatore del Kinshinden Dōjō e autore del libro La Mente sopra la Lama.
📅 Domenica 6 dicembre · 10–13
📍 Fight & Fun · Torino
Quota agevolata €49 fino a domenica 1° novembre, ore 9:00. Posti limitati.
Iscrizioni: link in bio - lamentesopralalama.it
#LaMenteSopraLaLama #difesapersonale #autoprotezione #Torino #seminario
Faccio la stessa ginnastica da trentatré anni.
Collo, spalle, braccia, busto, gambe. Dall’alto verso il basso, prima di ogni allenamento, dal 1993.
Non mi ero mai chiesto da dove venisse, perché credevo di saperlo: somigliava troppo alla ginnastica scolastica, quindi era un’aggiunta italiana. Ovvio.
Poi l’ho ritrovata in un video giapponese. Identica. In una scuola che non ha mai avuto nulla a che fare con la mia.
Allora è giapponese? Nemmeno.
La traccia porta altrove, e piuttosto lontano: dentro un manuale di ginnastica francese dell’Ottocento.
Nuovo articolo su Substack — link in bio e nelle stories.
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#artimarziali #jujutsu #koryu #budo #junantaiso
La catena che avvolge, la catena che lega.
Un’azione di avvolgimento con il konpi del kusarigama che non si ferma al controllo: prosegue fino a una legatura in stile hayanawa, la “corda veloce” dello hojōjutsu, eseguita con la catena al posto della corda.
Stesso principio, attrezzo diverso: nel principio, non dipendere dallo strumento.
📍Lo studiamo nel Kinshinden Dōjō, a Torino.
#kusarigama #kusarigamajutsu #hojojutsu #artimarziali #artimarzialitorino
🎬 Teste mozzate, tradimenti, ninja e risate. Benvenuti nel Giappone di Takeshi Kitano.
Ho aspettato Kubi per anni. E ne è valsa la pena.
Siamo nel Giappone del periodo Sengoku, tra le guerre di Oda Nobunaga, Hideyoshi e Tokugawa Ieyasu. Ma dimenticate i samurai romantici, sempre fedeli e guidati da un codice d'onore impeccabile.
Qui il potere si conquista con il sangue, gli inganni e, qualche volta, con la testa del nemico. Letteralmente.
🥷 E gli shinobi? Finalmente non soltanto combattenti mascherati: spionaggio, informazioni false, stratagemmi e persino i tetsubishi utilizzati per rallentare gli inseguitori.
Il tutto condito dall'ironia nerissima di Kitano, che riesce a farci ridere anche in mezzo a una carneficina.
Ho raccontato cosa mi ha colpito di questo film, tra cinema, storia giapponese e arti marziali.
📖 Recensione completa su La Mente sopra la Lama. Link in bio e nelle stories di @kinshinden.
E voi, avete già visto Kubi?
#Kubi #TakeshiKitano #CinemaGiapponese #Samurai #Shinobi #StoriaGiapponese #netflixita
Avevi sei o sette anni, eri in un parco, in un cortile o su una spiaggia, e avevi raccolto da terra un ramo abbastanza dritto da poter essere promosso immediatamente al rango di spada. Qualcun altro ti stava di fronte con il suo e, senza che nessuno vi avesse insegnato una guardia, un passo o una distanza, avevate entrambi un’idea sorprendentemente chiara di ciò che stavate facendo.
Quel bambino lo liquidiamo di solito come un aneddoto tenero, ma stava in realtà conducendo un esperimento su una domanda seria: che cosa cambia intorno a te quando impugni qualcosa che prolunga il tuo braccio?
Parliamo di spada giapponese, partendo... dalla nostra infanzia.
Continua a leggere al link in bio e nelle stories
#kenjutsu #scherma #kendo #katana
Pensi che esista un solo modo di fare i push-up? 💪
Sono uno degli esercizi più conosciuti al mondo. Si fanno in palestra, a casa, nel CrossFit, nella preparazione atletica e, naturalmente, nelle arti marziali.
Ma basta cambiare il punto d’appoggio delle mani per trasformare sensibilmente l’esercizio.
🥋 Sui palmi — il grande classico.
👊 Sui pugni — cambia l’appoggio e la posizione del polso.
✋ Sulle dita — una variante che richiede una preparazione specifica.
🔥 Sui polsi — decisamente meno comune, da affrontare con gradualità e attenzione.
Nello Shinobi Dō esploriamo anche queste varianti, non per cercare l’esercizio più spettacolare, ma per conoscere meglio le possibilità e i limiti del nostro corpo.
Ora siamo curiosi: tu come fai i push-up?
👉 Sui palmi, sui pugni o hai sperimentato altre varianti?
Scrivilo nei commenti, anche se non hai mai praticato arti marziali. 👇
📍 Kinshinden Dōjō | Torino
🌐 kinshin.it
#PushUp #Allenamento #CorpoLibero #Calisthenics #ArtiMarziali
Il fondatore della scuola delle due spade, nei duelli, combatté quasi sempre con una sola. E quasi sempre di legno.
Di Miyamoto Musashi tutti conoscono la stessa storia: il ritardo calcolato per innervosire l’avversario, il remo intagliato durante la traversata, il fodero gettato in mare. Nessuno di quegli episodi compare nelle fonti antiche. Arrivano da un testo del 1776 — centosessantaquattro anni dopo i fatti — e li ha resi universali un romanzo del Novecento.
Quello che le fonti dicono davvero è meno pittoresco e molto più interessante.
Suo padre era maestro di un’arma che quasi nessuno conosce: una barra di ferro con un uncino, che intercetta la lama avversaria mentre il corpo dell’arma colpisce. Una parte blocca, l’altra percuote. E la stele fatta erigere dal figlio adottivo, nove anni dopo la morte di Musashi, racconta la cosa senza alcun misticismo: poiché quell’arma non era immediatamente reperibile, ne sostituì il principio con la spada corta ad affiancare quella lunga.
Nessuna illuminazione, nessun tengu, nessun sogno nel santuario. Un uomo che eredita uno strumento, e lo cambia, lasciando intatto il principio.
Mentre tutti si addestravano all'arte della spada, lui si chiedeva con quale logica.
🔗 Articolo completo in bio e nelle stories
https://lamentesopralalama.substack.com/p/kensei-il-santo-della-spada
(E il 25 ottobre, a Torino, un seminario di kenjutsu su quello stesso livello: non come si impugna, ma cosa decide uno scontro prima che cominci.)
#musashi #miyamotomusashi #kenjutsu #katana #artimarziali #budo #samurai #giappone #storiagiapponese #spada #koryu #divulgazione #torino #kinshinden #lamentesopralalama
#Tengu, i numi tutelari dell’arte della spada 👺
Domenica 25 Ottobre dalle 10 alle 13 presso @fightandfun.torino in Corso Sebastopoli 272/e, terreno in Seminario sul #kenjutsu, la scherma tradizionale giapponese.
Scoprirai: posture, tagli principali, gestione del corpo.
ℹ️ Info e iscrizioni 3471394426 - artedellaspada.it
#artedellaspada #kendo #artimarzialitorino
Cosa chiediamo alla spada?
Controllo, forza, focus.
Ma anche misura: sapere quando entrare, quando fermarsi, quando lasciare spazio.
Nel Kenjutsu ogni gesto rende visibile la qualità della nostra presenza.
Domenica 25 ottobre lavoreremo su postura, distanza, tagli e gestione della pressione.
Vuoi metterti alla prova?
Programma e iscrizioni su artedellaspada.it
#Kenjutsu #SchermaGiapponese #Samurai #Budo #ArtiMarzialiTorino
Nel 1760, in un dōjō di Edo, un maestro dovette dividere la propria scuola in due.
Aveva introdotto l’armatura e la spada di bambù, e una parte degli allievi si era convinta che colpirsi fosse l’arte e tutto il resto un residuo del passato. L’altra parte non ci stava. Uno dei migliori se ne andò sbattendo la porta.
Da quella spaccatura sono nate due discipline. Una oggi si chiama kendō e la conoscono tutti. L’altra si chiama kenjutsu, ed è quella che pratichiamo qui.
Il 25 ottobre teniamo un seminario proprio su quel ramo. Si lavora con l’arma in mano e senza protezioni: distanza, tempo, orientamento del filo, e come sta un corpo che regge un’arma vera.
Non serve esperienza. Non serve nemmeno praticare arti marziali.
Chi fa kendō è particolarmente il benvenuto 🙂
🔗 Articolo completo e iscrizioni in bio e nelle stories
#kenjutsu #kendo #artimarziali #budo #katana seminario torino dojo spadagiapponese giappone koryu kinshinden artimarzialitorino scherma iaido
Il kusarigama vive di distanze. La catena allunga la mano di chi la impugna, il peso cerca la sua traiettoria, la lama chiude ciò che la catena ha aperto. È un’arma che misura — lo spazio, il tempo, e la pazienza di chi ha imparato a non anticiparla.
Quello che si vede è un movimento continuo. Quello che non si vede sono gli anni in cui quello stesso movimento era ancora incerto, corretto un giro alla volta. Nello Shinobi Dō, come in tutto il kobudō, l’arma non fa sconti alla fretta: accetta solo chi ha speso il tempo necessario a comprenderla.
Martedì 20:30/22 - Giovedì 19:30/21
Corso Sebastopoli 272/e, Torino
Kinshin.it
#ninjutsu #kusarigama #kobudo #koryu shinobido
Una falce, una catena, un peso. E secoli di storia.
➡️ Il kusarigama (鎖鎌) ha una lunga tradizione nelle scuole marziali giapponesi, dove spesso compariva accanto alla naginata nei programmi di studio.
Se fosse un’arma usata davvero in combattimento o soprattutto uno strumento di addestramento è una questione ancora aperta. Quello che è certo è ciò che insegna a chi lo pratica:
🔹 Distanza: la catena lavora lontano, la falce vicino. Bisogna gestire entrambe.
🔹 Tempismo: il peso deve partire nell’istante giusto, non un attimo prima.
🔹 Effetto diversivo: l’attenzione dell’avversario va dove la vuoi tu.
🔹 Rapidità: passare dalla catena alla lama senza esitazione.
Un’arma complessa, che obbliga a pensare su più livelli contemporaneamente.
#kinshindenDojo #shinobiDo #kusarigama #kusari
Un uomo con trent’anni più di te e venti chili meno ti appoggia una mano addosso. Non spinge, non strattona. E tu sei a terra senza aver potuto fare nulla.
Due spiegazioni circolano da sempre: un’energia invisibile, oppure una recita. Sono sbagliate entrambe.
È meccanica. Interamente. Poligoni d’appoggio, catene cinetiche, leve, allineamento — roba che si misura, e che sembra magia solo perché nessuno ci ha insegnato a vederla.
Nell’articolo c’è anche una cosa che quasi nessuno dice: chi ha messo a punto queste tecniche secoli fa non sapeva perché funzionassero. Sapeva soltanto che funzionavano. Da lì nascono il kata, la segretezza, e le scuole che fanno risalire la propria origine a creature dei monti.
Il morbido batte il duro, sì. Ma a condizioni molto precise — e un ramo di salice è tutto tranne che debole.
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#artimarziali #kata #jujutsu #biomeccanica #dojo
La spada non perdona l'approssimazione.
➡️ Il kenjutsu (剣術) è la scherma dei guerrieri giapponesi: guardie, fendenti, stoccate, spostamenti. Ogni gesto ha una funzione precisa, e ogni errore nella distanza o nel momento si paga subito.
È una disciplina che si può iniziare a esplorare anche senza esperienza precedente: si parte dall'impugnatura, dalle guardie, dai tagli fondamentali, e da lì si costruisce.
Le immagini vengono dallo Enbu alla Festa dello Sport del 27 settembre. Se vuoi provare in prima persona:
⚔️ Kenjutsu – La Scherma Giapponese
📅 Domenica 25 ottobre 2026
🕙 Dalle 10:00 alle 13:00
📩 Info e iscrizioni: artedellaspada.it (link in bio)
#iaido #kendo #kenjutsu #spadagiapponese #artimarzialigiapponesi
Un pilota, nel 1947, prova a spiegare come si muovevano gli oggetti che ha visto: come piattini fatti rimbalzare sull'acqua. Il giorno dopo i giornali scrivono "dischi volanti".
Una similitudine sul movimento era appena diventata una forma.
Negli stessi anni, dall'altra parte del mondo, si stava costruendo un altro canone: vestito nero, spada dritta, tecniche segrete tramandate per secoli. Quarant'anni per fissarlo, esattamente come per l'altro. E in entrambi i casi, alla fine, ciò che era un accumulo di racconti e invenzioni popolari ha smesso di essere "si dice che" ed è diventato "è noto che".
Ho scritto di due mitologie costruite con lo stesso metodo, del sottobosco culturale in cui si sono incontrate, e di un terzo elemento che con le prime due condivide più di quanto sembri.
Alieni e ninja, in fondo, hanno sempre avuto una cosa in comune: quasi nessuno li ha visti, e tutti sanno com'erano fatti.
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#ninja #ufo #alieni #ninjutsu #storia #sociologia #cultura #artimarziali #mitologia #dischivolanti #divulgazione #giappone #scetticismo #kinshinden #lamentesopralalama
➡️ Nel kenjutsu (剣術), l’arte della spada, il lavoro a coppie è il momento in cui la tecnica smette di essere un esercizio individuale e incontra un’altra volontà. Non basta eseguire il gesto correttamente: bisogna eseguirlo nel momento giusto.
Il lavoro a coppie allena due capacità che nessun esercizio da soli può sviluppare:
🔹 Tempismo: anticipare, attendere, entrare. Lo stesso colpo può riuscire o fallire a seconda dell’istante in cui parte.
🔹 Strategia: leggere la guardia dell’altro, creare un’apertura, scegliere la distanza.
Quello che vedete è un momento dello Enbu (Dimostrazione Marziale) alla Festa dello Sport del 27 settembre, la pratica portata fuori dal dōjō e davanti al pubblico.
Vuoi capire se lo Shinobi Dō fa per te? Il punto di partenza è il Percorso Zero: kinshin.it
📩 Link in bio o scrivici in DM.
#kinshinden #shinobiDo #kenjutsu #spadagiapponese #iaido
Due pesi, una catena. Niente di più semplice, all'apparenza.
➡️ Il kusarifundō (鎖分銅) è una catena con un peso a ciascuna estremità. Nel Giappone del periodo Edo era un'arma piccola e facile da nascondere, capace di fare molto più di quanto la sua forma lasci intuire.
Nelle mani di chi la conosce, la catena lavora su più livelli:
🔹 Colpire: i pesi (fundō) portano l'impatto a distanza.
🔹 Imbrigliare: la catena avvolge braccia, polsi, armi.
🔹 Controllare: una volta bloccato l'avversario, la catena diventa una leva.
Quello che vedete è un momento dello Enbu (Dimostrazione Marziale) alla Festa dello Sport del 27 settembre con @fightandfun.torino : la tecnica eseguita dalla nostra Cintura Nera Massimo Matrone fuori dal dōjō, davanti al pubblico e senza condizioni ideali.
Vuoi capire se lo Shinobi Dō fa per te? Il punto di partenza è il Percorso Zero: kinshin.it
📩 Link in bio o scrivici in DM.
#kinshinden #ShinobiDo #kusarifundo #kusari #enbu #artimarziali #artimarzialigiapponesi #ArtiMarzialiTorino #鎖分銅
La lama corta contro la lama lunga. Chiudere la distanza, controllare, neutralizzare.
Le Cinture Nere Marco Pellegrino con nichō-gama e Massimo Matrone con il bokutō, allo Enbu della Festa dello Sport 2026 con @fightandfun.torino
Scorri per seguire l'azione →
#kinshinden #shinobiDo #kama #bokken #bukijutsu #enbu #artimarzialitorino #artimarziali #artimarzialigiapponesi
Rompere l'equilibrio, guidare la caduta, chiudere l'azione.
La Cintura Nera Monica esegue tecniche di Jūjutsu dello Shinobi Dō allo Enbu della Festa dello Sport 2026 con @fightandfun.torino
Scorri per seguire la sequenza →
#kinshindenDojo #shinobiDo #jujutsu #enbu #artimarziali #artimarzialigiapponesi #Torino
Per molti lo shinobi è un personaggio di fantasia.
Per noi è soprattutto un modo di affrontare i problemi: osservare, adattarsi, scegliere il momento giusto e agire con precisione.
Insieme a @fightandfun.torino e in occasione della Festa dello Sport 2026 delle Circoscrizioni cittadine, Domenica pomeriggio porteremo in pubblico una dimostrazione della nostra pratica: tecniche a mani nude, pratica con le armi tradizionali e principi che hanno attraversato secoli di storia giapponese, reinterpretati in un percorso contemporaneo.
Un'occasione per vedere da vicino cosa significa davvero Shinobi Dō.
📅 Domenica 27 settembre 2026
🕟 Ore 16:30
📍 Piazza Livio Bianco (Parco di Via Sanremo ang. Via Giacomo Dina) – Mirafiori Nord, Torino
Ingresso libero.
A mani nude, con le armi, con la testa.
#ShinobiDo #Kinshinden #ArtiMarziali #Torino #JuJutsu #EventiTorino
"La prima dei nove." È una delle traduzioni che circolano di kunoichi, la donna ninja. Suona come un grado iniziatico, il vertice di un ordine segreto femminile.
Non significa niente di tutto questo.
Nel trattato di ninjutsu del 1676 in cui la parola compare — una volta sola, in ventidue volumi — く + ノ + 一 sono i tre tratti che sovrapposti formano il carattere 女: donna. Scritta in cifra, come tutto il resto in quei manuali. E nello stesso passo, con lo stesso identico gioco, c'è la parola per "uomo": che nessuno ha mai usato, in nessun manga, in nessun film.
Dietro la guerriera seducente che conosciamo c'è una catena precisa: un romanzo del 1960, un film del 1964, due libri americani degli anni Settanta. E una comandante di trecento spie-sacerdotesse che prima del 1930 non esisteva.
Ma alla fine, in un archivio di provincia, due donne vere ci sono. Senza biografia, senza imprese. Una è registrata come fondatrice di una scuola ninja. Non le conosce nessuno.
🔗 Link in bio
#ninja #kunoichi #shinobi #ninjutsu
Seconda serata del Percorso Zero. Si è passati dalle mani nude agli strumenti: suntetsu, hanbō, kusarifundō, shuriken.
Non una vetrina di armi, ma quattro delle sei famiglie in cui il bukijutsu è organizzato — tascabili e celate, lunghe, flessibili, da lancio. Cambia l'oggetto in mano, resta lo stesso principio: la struttura del corpo, la distanza, il tempo. Quello che funziona a mani nude funziona anche armati, e viceversa quello che è impreciso l'arma lo amplifica.
In due sere chi è venuto ha attraversato tutte e tre le aree dello Shinobi Dō: jūjutsu, bukidori, bukijutsu. Superficialmente, ma per intero. Adesso si tratta di percorrerle.
Grazie a chi c'era.
Prossimi appuntamenti 24 e 29 Settembre. Link in bio
Kinshinden Dōjō — arti marziali giapponesi, Torino.
#ninja #ninjutsu #artimarzialiTorino
Seconda serata del Percorso Zero. Si è passati dalle mani nude agli strumenti: suntetsu, hanbō, kusarifundō, shuriken.
Non una vetrina di armi, ma quattro delle sei famiglie in cui il bukijutsu è organizzato — tascabili e celate, lunghe, flessibili, da lancio. Cambia l'oggetto in mano, resta lo stesso principio: la struttura del corpo, la distanza, il tempo. Quello che funziona a mani nude funziona anche armati, e viceversa quello che è impreciso l'arma lo amplifica.
In due sere chi è venuto ha attraversato tutte e tre le aree dello Shinobi Dō: jūjutsu, bukidori, bukijutsu. Superficialmente, ma per intero. Adesso si tratta di percorrerle.
Grazie a chi c'era.
Prossimi appuntamenti 24 e 29 Settembre. Link in bio
Kinshinden Dōjō — arti marziali giapponesi, Torino.
#ninja #ninjutsu #artimarzialiTorino
Seconda serata del Percorso Zero. Si è passati dalle mani nude agli strumenti: suntetsu, hanbō, kusarifundō, shuriken.
Non una vetrina di armi, ma quattro delle sei famiglie in cui il bukijutsu è organizzato — tascabili e celate, lunghe, flessibili, da lancio. Cambia l'oggetto in mano, resta lo stesso principio: la struttura del corpo, la distanza, il tempo. Quello che funziona a mani nude funziona anche armati, e viceversa quello che è impreciso l'arma lo amplifica.
In due sere chi è venuto ha attraversato tutte e tre le aree dello Shinobi Dō: jūjutsu, bukidori, bukijutsu. Superficialmente, ma per intero. Adesso si tratta di percorrerle.
Grazie a chi c'era.
Prossimi appuntamenti 24 e 29 Settembre. Link in bio
Kinshinden Dōjō — arti marziali giapponesi, Torino.
#ninja #ninjutsu #artimarzialiTorino
Un'ora senza schermi, oggi, è una cosa che va organizzata. Non capita più da sola.
Al corso "Piccoli Shinobi" succede senza che nessuno debba imporlo: si rotola, si salta, si perde l'equilibrio e lo si ritrova, si lavora con i compagni. Il tempo passa in un modo diverso: con il corpo, con gli altri, in uno spazio dove l'unica cosa da fare è quella che si sta facendo.
Alla fine escono accaldati e con qualcosa da raccontare. Del tablet, per un'ora, non si sono ricordati.
Regole chiare e nessuna competizione: nessuna gara, nessuna classifica. Dai 5 agli 11 anni, il venerdì dalle 17:00 alle 18:00. Si riparte venerdì 18 settembre, e la prima lezione è gratuita.
Kinshinden Dōjō — Corso Sebastopoli 272/E, Torino.
https://www.kinshinden.it/dojo/bambini
#artimarzialiTorino #dojoTorino #artimarzialibambini #sportbambiniTorino #genitori #genitoriefigli #bambiniinmovimento #menoschermi #artimarzialitradizionali #shinobido #Kinshinden
Nel 1922, in Giappone, esce un gioco dell'oca illustrato con tutti i ninja dei romanzi allora di moda. Sono decine. Nessuno di loro è vestito di nero. Nemmeno uno.
È uno dei dati che mi hanno fatto rivedere da capo una storia che credevo di conoscere.
Sul costume nero dei ninja circolano due versioni. La prima è quella popolare: si vestivano di nero, con cappuccio e maschera. La seconda è quella di chi la smentisce: il costume nero non è mai esistito, è un'invenzione del teatro kabuki derivata dai kuroko, gli assistenti di scena che il pubblico finge di non vedere.
Il problema è che sbagliano entrambe.
Cosa dicono, in definitiva, le fonti giapponesi? — i manuali di ninjutsu del Seicento, un trattato di dottrina militare del 1635, un manoscritto della tradizione Takeda, e soprattutto la ricerca di Yoshimaru Katsuya dell'Università di Mie, che ha ricostruito la questione contando e datando le illustrazioni dei libri a stampa?
Dicono questo. Che il nero nei manuali c'è, ma come opzione riservata. Che il colore si sceglieva in base alla luna, non in base al mestiere. Che i pantaloni dell'iconografia ninja si chiamano anche "pantaloni di Iga" ed erano l'abito da lavoro di contadini e corrieri. Che la derivazione dai kuroko è definita un errore — 誤解 — dallo studioso di riferimento, e che i due costumi non si somigliano affatto. E che il ninja nero che tutti abbiamo in testa non discende in linea diretta dal periodo Edo: è una riesumazione degli anni Sessanta del Novecento, dopo quarant'anni in cui era sparito.
E poi c'è la frase che mi è rimasta più impressa, e che riguarda il mestiere più che l'abito: 闇よりも人に紛れることが大事だった — "più che confondersi nel buio, importava confondersi fra la gente".
L'articolo completo è sul blog, con le fonti. Link in stories e in bio 🔗
#ninja #shinobi #ninjutsu #storiagiapponese #giappone #iga #kabuki #ukiyoe #hokusai #artimarziali #budo #storia #divulgazione #kinshinden #lamentesopralalama
Stare fermi è una delle cose più difficili che si chiedono a un bambino. Non è una questione di volontà: per restare immobili bisogna sapere dove si è, come si sta, cosa fa il corpo quando non fa niente. È una competenza, e come tutte si impara.
Al corso "Piccoli Shinobi" si arriva alla calma passando dal movimento. Si impara a muoversi in equilibrio, a cadere, a lavorare con i compagni — e poi a fermarsi. Con regole chiare e nessuna competizione: nessuna gara, nessuna classifica.
Dai 5 agli 11 anni, il venerdì dalle 17:00 alle 18:00. Si riparte venerdì 18 settembre, e la prima lezione è gratuita.
Kinshinden Dōjō — Corso Sebastopoli 272/E, Torino.
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#artimarzialiTorino #dojoTorino #artimarzialibambini #jujitsubambini #sportbambiniTorino #genitori #genitoriefigli #bambiniattivi #concentrazione #artimarzialitradizionali #shinobido #Kinshinden
Davanti a un fendente verticale discendente (kirioroshi), indietreggiare è quasi sempre un errore: la lama ha più allungo e l'avversario ha l'inerzia a favore.
Nel Kenjutsu (scherma) e nel Jūjutsu classico, l'evasione non è una ritirata, ma una presa di posizione geometrica.
Il movimento nel reel mostra un'uscita a 90° eseguita all'unisono tra ashi (piedi) e koshi (bacino). Spesso si fa l'errore di muovere solo i piedi lasciando indietro il tronco, oppure di torcere il busto sbilanciando la base. Qui la struttura ruota come un blocco unico:
Un piede allarga, fa perno e apre l'angolo fuori dalla traiettoria di taglio.
Le anche ruotano istantaneamente, sottraendo il baricentro dal bersaglio.
La distanza (maai) non viene allungata, ma riallineata sul fianco dell'avversario.
Nello Shinobi Dō non cerchiamo la spettacolarità, ma l'economia assoluta di movimento: sparire dalla linea di vista dell'attaccante nell'attimo esatto in cui scarica il peso a terra, trovandosi già posizionati per neutralizzare la minaccia.
La differenza tra subire un colpo o controllarlo non sta nella velocità, ma nel timing con cui esci dall'asse. Nel Jūjutsu questo movimento è detto ushirosabaki, nel Kenjutsu hirakiashi.
#shinobido #kenjutsu #jujitsu #taisabaki #budo #artimarziali #difesapersonale #martialarts #biomeccanica #spadagiapponese
Ogni genitore conosce quel momento: il bambino è in cima allo schienale del divano, in equilibrio, e sta calcolando il salto. Puoi dirgli di scendere. Oppure puoi fare in modo che sappia atterrare.
Al corso Piccoli Shinobi le cadute sono la prima cosa che si insegna, e la più utile di tutte. Non perché si cada spesso sul tatami, ma perché un bambino che ha imparato a rotolare, a distribuire l'impatto, a proteggere la testa, se lo porta dietro ovunque — in cortile, sulla bici, sulle scale. È una competenza che resta nel corpo.
Si lavora su tatami, con progressione, in un gruppo piccolo dove ogni bambino viene seguito. Regole chiare e nessuna competizione: nessuna gara, nessuna classifica.
Dai 5 agli 11 anni, il venerdì dalle 17:00 alle 18:00. Si riparte venerdì 18 settembre, e le prime due lezioni sono gratuite.
Kinshinden Dōjō — Corso Sebastopoli 272/E, Torino.
LINK IN BIO di @kinshinden
#artimarzialiTorino #dojoTorino #bambiniTorino #artimarzialibambini #jujitsubambini #artimarzialitradizionali
Verso i sei o sette anni quasi tutti i bambini attraversano una fase in cui si convincono di essere invisibili. Camminano rasente ai muri, si fermano quando qualcuno alza la testa, si nascondono dietro tende che li coprono per metà. Nessuno gliel'ha insegnato.
Shinobi vuol dire, alla lettera, chi si muove senza farsi sentire — ed è una delle prime cose che si insegna nel corso: camminare in equilibrio, appoggiare il piede, controllare il peso invece di lasciarlo cadere. Un bambino che impara a farlo si muove meglio, cade meno, e comincia ad accorgersi del proprio corpo.
Il rovescio della medaglia lo scoprirete verso il terzo mese, quando i biscotti spariranno dalla credenza senza che nessuno abbia sentito una sedia spostarsi.
Al corso Piccoli Shinobi si lavora su tatami, in un gruppo piccolo, con regole chiare e nessuna competizione.
Dai 5 agli 11 anni, il venerdì dalle 17:00 alle 18:00. Si riparte venerdì 18 settembre, e le prime due lezioni sono gratuite.
Kinshinden Dōjō — Corso Sebastopoli 272/E, Torino.
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#artimarzialibambini #jujitsubimbi #ninjakids #bimbitorino
C'è un'età in cui i bambini si arrampicano sui mobili, saltano dal divano e sono convinti di sapersi nascondere dietro una tenda. È attitudine, non disturbo — e si può educare invece di reprimerla.
Al corso Piccoli Shinobi si impara a muoversi in equilibrio, a lavorare con i compagni, e prima di tutto a cadere: un bambino che sa cadere si fa meno male ovunque, non solo sul tatami. Con regole chiare e senza competizione — nessuna gara, nessuna classifica.
Dai 5 agli 11 anni, il venerdì dalle 17:00 alle 18:00. Si riparte venerdì 18 settembre, e le prime due lezioni sono gratuite.
Kinshinden Dōjō — Corso Sebastopoli 272/E, Torino.
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#artimarzialibambinitorino #torinobimbiagenda #torinobambini #piccolishinobi
26 agosto 1817: un uomo viene adottato da una famiglia ninja del dominio di Obama, ereditandone il mestiere.
Il 27 agosto il padre adottivo muore.
Immagina: un'arte segreta da esercitare, e nessuno che te la insegni.
Un recente studio giapponese ha ritrovato quei libri paga e richieste di congedo che aprono uno spiraglio sul ninjutsu del periodo Edo.
👇 Link nel primo commento.
#ninjutsu #shinobi #ninja Yuji Yamada
Il Percorso Zero è fatto di due lezioni, e non è un caso che siano due. Nella prima si lavora sul corpo: come si sta, come si cade, come si muove. Nella seconda entrano le armi — perché nello Shinobi Dō il corpo e ciò che impugna non sono due mondi separati.
Non è un assaggio ripetuto: è un percorso in due passi, pensato per essere fatto interamente.
Giovedì 10 e Martedì 15 Settembre 2026, prenotazione nel link in bio.
#artimarzialiTorino #dojoTorino #jujitsuTorino #artimarzialitradizionali #jujitsu #Torino #shinobido #Kinshinden
C'è un principio, nelle arti marziali giapponesi, che vale ben oltre il tatami: non si affronta l'avversario dove è forte, lo si porta dove la sua forza conta meno.
Sembra banale. Non lo è, perché richiede una cosa difficile: smettere di misurarsi su parametri che non sono i propri.
Ho scritto sul perché la domanda "le arti marziali sono adatte alle donne?" sia mal posta — non per ragioni ideologiche, ma perché nasce da un equivoco tecnico. E su cosa comporta, per chi insegna, sostituire la categoria alla persona che si ha davanti.
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#formazione #onnabugeisha #artimarziali #leadership
Non cerchiamo persone che vogliono ottenere qualcosa in fretta. Cerchiamo chi trova interessante la pratica in sé: studiare un gesto per il piacere di capirlo, tornare sulla stessa cosa finché non cambia, accettare di non essere subito bravi.
Se ti riconosci, il resto lo trovi nel link in bio. � �
#artimarzialitorino #Kinshinden #shinobido #jujutsu
“Le arti marziali sono nate da uomini e sono strutturate per gli uomini.”
È una frase che chiunque frequenti un dōjō ha sentito almeno una volta. Detta senza cattiveria, quasi sempre. Detta come si dicono le cose ovvie.
È una frase brutta, brutale, anacronistica, ma non è falsa. È che risponde a una domanda che non stiamo più ponendo — e il modo in cui le si risponde di solito, in un senso o nell’altro, mi convince ancora meno della frase.
Martedì sul blog. Un pezzo lungo, tecnico, e credo il più scomodo che abbia scritto finora.
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#artimarziali #jujutsu #dojo #onnabugeisha #shinobido
Il gioco è la porta. L'arte marziale è la strada.
Nel corso Piccoli Shinobi i bambini imparano a muoversi, a cadere senza farsi male, a lavorare in coppia con regole chiare. Si comincia dal gioco, perché a quell'età è il modo naturale di imparare — ma quello che si impara è arte marziale vera: postura, distanza, attenzione, controllo. Nessuna competizione, nessuna gara: si progredisce sul proprio livello.
Dai 4 agli 11 anni. Si riparte venerdì 18 settembre, ore 17:00–18:00, da Fight & Fun in Corso Sebastopoli 272 a Torino.
Due lezioni di prova gratuite, in qualsiasi momento dell'anno: scrivici o chiamaci al 3471394426 per concordarle.
#Kinshinden #shinobido #artimarziali #artimarzialibambini #bambini #judo #jujitsu #Torino #dojo
Salgono in montagna con l'abito bianco dei defunti. Non è un simbolo: è il rito. Si entra da morti, si attraversano uno per uno i dieci regni dell'esistenza, si digiuna tre giorni, e alla fine si riscende rinati.
Lo fanno da milletrecento anni. Con un'interruzione, nel mezzo, di cui non parla quasi nessuno.
Chi erano gli #yamabushi, cosa facevano di mestiere, e cosa succede a una tradizione quando lo Stato ne decreta l'abolizione.
Nuovo articolo sulla Mente sopra la Lama. Link in stories.
#shugendo #dewasanzan
Due sere, il 10 e il 15 settembre. Non una presentazione, non una prova a vuoto: due lezioni vere dello Shinobi Dō, per capire con il corpo cosa significa praticarlo.
Chi vuole cominciare parte da qui. I posti sono pochi, per scelta.
Come prenotare: link in bio.
#artimarzialitorino #Kinshinden #shinobido
A mani nude. Con le armi. Con la testa.
Tre dimensioni della pratica, un solo sistema.
Kinshinden è un dōjō di arti marziali giapponesi tradizionali. Pratichiamo lo Shinobi Dō, un sistema marziale completo: ciò che apprendiamo a mani nude prepara all’uso delle armi; le armi approfondiscono gli stessi principi attraverso la distanza, il tempo e il movimento; a guidare c’è la mente - osservare, comprendere e scegliere se, quando e come agire.
Corpo, armi e mente non seguono percorsi separati. Si sviluppano insieme, completandosi a vicenda in una pratica che continua ad affinarsi.
A settembre, al Kinshinden di Torino, parte un nuovo gruppo dedicato ai principianti.
Scopri lo Shinobi Dō.
I dettagli sono già nel link in bio.
#Kinshinden #ShinobiDo #ArtiMarziali #Jujitsu #Budo #ArtiMarzialiTradizionali #Dojo #Torino
A settembre il Kinshinden apre le porte a un nuovo gruppo di principianti. Non a chiunque: a chi ha voglia di studiare un'arte marziale tradizionale giapponese per quello che è, senza aspettarsi scorciatoie né risultati rapidi.
Si entra dal Percorso Zero: due lezioni introduttive per vedere da dentro come si lavora — a mani nude e con le armi, nella tecnica e nel metodo — prima di decidere se proseguire. Sono gratuite, e non impegnano a nulla.
I posti sono pochi, per scelta: il gruppo resta piccolo perché il lavoro resti serio.
Date e dettagli nel link in bio. Kinshinden — Torino.
#Kinshinden #shinobido #artimarziali #jujitsu #budo #artimarzialitradizionali #dojo #Torino
Un kata, un kihon, una tecnica: nelle arti marziali si studiano per anni, con precisione. Ma nessuna di queste cose serve se resta chiusa nella sua forma.
Quello che si impara davvero è il principio che la tecnica custodisce — e un principio si adatta, si riconosce altrove, funziona anche quando la situazione non somiglia a nessun esercizio. Nello Shinobi Dō non insegniamo mosse da applicare a memoria: insegniamo a leggere cosa sta succedendo, perché è lì, prima del gesto, che le cose si decidono.
Chi cerca la mossa risolutiva cerca la cosa sbagliata.
Arti marziali tradizionali giapponesi. Kinshinden — Torino.
#Kinshinden #shinobido #artimarziali #jujitsu #budo #artimarzialitradizionali #dojo #Torino
Agosto in spiaggia. Ti guardi intorno e capisci di essere finito dentro un film dal titolo “Tatuaggi brutti e dove trovarli”.
Per consolarti pensi a quelli belli — i wabori giapponesi, draghi e carpe e onde. Poi però scopri che in Giappone, con un tatuaggio, non ti fanno entrare nemmeno alle terme.
Nel Paese che ha inventato i più belli del mondo. Ne ho scritto qui.
👇 Link in stories “Blog” di @kinshinden
#wabori #irezumi #tattoo #horimono #tatuaggiogiapponese
Ciò che il corpo impara, resta. Non come una nozione che si ricorda, ma come il modo di cadere o di stare in equilibrio: una volta acquisito, non si spegne quando esci dal dōjō.
Non vuol dire che la pratica serva a qualcos'altro. Vuol dire che non si mette via: continua a lavorare anche quando non ci pensi, perché è nel corpo che è stata studiata.
Arti marziali tradizionali giapponesi. Kinshinden — Torino.
#Kinshinden #shinobido #artimarziali #jujitsu #budo #artimarzialitradizionali #dojo #Torino
Istruire il corpo vuol dire insegnargli cose che la sola fatica non gli dà: l'equilibrio, il tempo di una tecnica, il modo di cadere senza farsi male, la percezione di una leva prima ancora di vederla.
Nello Shinobi Dō il corpo lavora eccome — si suda, ci si stanca — ma non è un allenamento per stare in forma: è lo studio di un'arte marziale tradizionale giapponese, in cui il corpo impara prima di irrobustirsi.
Se ti alleni già altrove, tanto meglio. Qui si fa un altro lavoro.
Kinshinden — Torino.
#Kinshinden #shinobido #artimarziali #jujitsu #budo #artimarzialitradizionali #dojo #Torino
Cammini per le stradine di Tokyo a sera inoltrata, in quell’ora in cui la città più grande del mondo abbassa la voce. Le insegne al neon ronzano sopra vicoli improvvisamente quieti, l’ultimo treno ha già inghiottito la folla dell’ultimo minuto, e l’asfalto trattiene ancora il calore del giorno. Ti godi la metropoli nella sua dimensione più rara: quella in cui, per poche ore, sembra concedersi di prendere fiato. E a un certo punto lo vedi.
Un uomo distinto, giacca scura, cravatta al collo ma abbassata, addormentato sul marciapiede in una posizione assurda, la valigetta posata accanto come un cane fedele. Passi oltre e lo guardi con curiosità, forse con un filo di scherno — l’ennesimo manager ubriaco, crollato per strada al ritorno da chissà quale bevuta.
Non sai che ti sei appena trovato davanti all’ultimo samurai.
Continua a leggere al link nelle stories.
#giappone #salaryman #tokyo
Combattere, qui, non serve a dimostrare niente a nessuno. Ci si confronta sul serio, ma con altri tempi e altri modi — quelli che un’arte richiede quando non ha fretta di produrre vincitori.
Non è una rinuncia al combattimento. È un altro modo di prenderlo sul serio.
Se è quello che cercavi senza trovarlo, forse vale la pena approfondire la nostra conoscenza.
Arti marziali tradizionali giapponesi. Kinshinden — Torino.
#Kinshinden #shinobido #artimarziali #jujitsu #budo #selfdefense #artimarzialitradizionali #Torino
Un'arte marziale non è un obiettivo da raggiungere. È una pratica in cui restare.
Nello Shinobi Dō il tempo non è qualcosa da accorciare: è la materia stessa dello studio. Si torna sugli stessi gesti, si affinano, si lasciano sedimentare — perché certe cose il corpo le impara solo con la ripetizione paziente, non con la fretta.
È un modo di intendere le arti marziali tradizionali giapponesi che a qualcuno non dice niente. Ad altri, sì.
Kinshinden — Torino.
#Kinshinden #shinobido #artimarziali #jujitsu #budo #artimarzialitradizionali #Torino
Nella prima puntata dell'articolo "La guerra è bella anche se fa male" avevo cercato di mostrare una cosa scomoda: il demone dell'aggressività ce l'abbiamo tutti, e fingere di non averlo è più pericoloso che guardarlo in faccia.
Ma guardarlo non basta. Bisogna insegnargli le regole. E qui casca un equivoco che quasi tutti danno per scontato: l'idea che per gestire la rabbia basti "sfogarla". La ricerca dice il contrario — sfogare l'aggressività la alimenta, non la spegne.
Nella seconda puntata provo a spiegare come le arti marziali tradizionali facciano qualcosa di diverso dal negarla e di diverso dall'esaltarla: la governano. C'è di mezzo Aristotele, un grande fraintendimento del pacifismo occidentale, e la differenza tra possedere la propria forza ed esserne posseduti.
👇 Link nel primo commento. (E se ti sei perso la prima puntata, la trovi lì accanto.)
#laguerraèbellaanchesefamale #violenza #aggressività
"La guerra è bella anche se fa male." Lo cantano i reduci, in una canzone di De Gregori. Non i generali: i reduci — quelli che l'orrore l'hanno visto da dentro. E che, tornando, la chiamano lo stesso "bella".
C'è un nodo scomodo dentro quel verso, e riguarda tutti noi: a parole siamo tutti pacifisti, ma qualcosa, dentro, non ha mai smesso di cercare lo scontro. Un demone che fingiamo di non conoscere.
Ho scritto un articolo in due puntate sull'aggressività umana — su dove si nasconde quando la ignoriamo, e su cosa significa educarla invece di negarla.
👇 Iscriviti gratuitamente per leggerlo: link nel primo commento.
#christianrusso #violenza #antropologia
"Faccio arti marziali" non vuol dire quasi niente, oggi. Sotto la stessa parola convivono lo sport da ring, la difesa personale, il fitness a tema, la crescita personale e lo studio di un'arte — mondi che quasi non si parlano.
Non c'è quella giusta in assoluto. C'è quella giusta per te, e vale la pena sapere quale stai cercando prima di iniziare.
#artimarziali #Kinshinden #shinobido #Torino #budo #artimarzialitradizionali
Perché un dōjō di arti marziali tradizionali insegna a maneggiare una dozzina di armi diverse, molte delle quali nessuno si sognerebbe di portare con sé oggi — e alcune delle quali non erano granché efficaci nemmeno all'epoca?
La domanda arriva puntuale, con una punta di scetticismo educato: a che serve? Preferisco riformularla: a che serviva? E la risposta, se si è disposti a darla per intero, ha tre livelli — di cui il terzo, quello che di solito nessuno dice, è il più interessante.
Un articolo sulle molte armi delle arti marziali giapponesi, e sul motivo per cui venivano davvero conservate. Compresa una risposta controintuitiva che val la pena citare.
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Ancora sull'Autoprotezione Strategica.
Il pompiere ha una statua. L'elettricista che ha revisionato l'impianto elettrico per vent'anni e ha impedito quell'incendio che nessuno ha mai visto, non ha nemmeno una frase.
È la condizione di chiunque lavori sulla prevenzione: quando funziona, non succede niente. E se non succede niente, non c'è nulla da raccontare, nessuna medaglia, nessuna prova.
Nel nuovo articolo su Substack scrivo perché in difesa personale combattere, in fondo, è la parte facile — e perché non arrivare a combattere è la competenza difficile. Laterale, faticosa, e senza applausi.
#lamentesopralalama #autoprotezionestrategica #difesapersonale
MIND OVER BLADE is now available in English.
Most self-defense books begin at the blow. This one begins long before — in the space almost nobody trains: perception, fear, and the decisions that settle a confrontation before the first strike.
It makes no promise of invincibility. It is a manual of strategic self-protection for people who want to understand before they act — the complete beginner, the seasoned martial artist, and anyone who wants to feel safe without illusions.
It’s not the strongest who survive. It’s the clear-headed.
Available now in paperback and ebook on Amazon
#situationalawarenesstraining #mindoverblade
Il tatami non sempre è dove te lo aspetti. Torino Comics 2026 — rumore, pubblico, contesto insolito. Nessuna scusa, nessun compromesso. L’enbu — dimostrazione tecnica di gruppo — è uno dei modi in cui la pratica incontra il mondo reale. E il gruppo ha dato il meglio di sé. Grazie a chi era lì con noi.
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FightLAB · Sessione #01
Non si combatte per vincere. Si combatte per vedere — cosa si muove davvero quando le condizioni cambiano, cosa resta quando il pensiero non fa più in tempo a intervenire.
Tre ore di laboratorio. Undici praticanti. Un solo filo: la verità dello scambio.
#kinshinden #artimarzialitorino #fightlab #shinobido artimarzialigiapponesi
La disciplina X non è lo strumento giusto per imparare la disciplina X.
Il paradosso, letto qualche tempo fa in un articolo, rivelava qualcosa di più sottile di un gioco di parole. Ogni fondatore di un’arte marziale, per costruire la propria sintesi, ha attinto a fonti molteplici — pratiche precedenti, scuole diverse, esperienze esterne. Chi oggi pratica solo il distillato finale, senza aver mai visto gli affluenti che lo hanno alimentato, riceve il prodotto finito senza la rete delle esperienze che lo hanno reso possibile.
Una riflessione su cosa significhi davvero ricevere un’arte marziale codificata, e su cosa il praticante avanzato si trova chiamato a fare con quello che ha ricevuto. Senza la pretesa di chiudere le domande: con la cura di tenerle aperte.
⬇️⬇️⬇️ Link in primo commento
#jujutsu #artimarzialitorino #artimarzialigiapponesi #artimarziali
Tre maschere. Hannya, Deigan, Zō-onna.
Dal demone teatrale alla quiete della padronanza.
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Un articolo su arti marziali e spettacolo, sulla differenza fra ciò che si mostra e ciò che si pratica, e sullo spazio stretto in cui un dōjō serio dovrebbe collocarsi: né saltimbanco, né picchiatore.
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#artimarziali #budo #shinobido #kinshinden #torino #noh #tradizione #disciplina
Il combattimento non è un esercizio in più: è il banco di prova di tutto il resto.
Domenica 17 maggio, dalle 10 alle 13, torniamo sul tatami del Kinshinden per una mattinata interamente dedicata alla pratica del conflitto.
Un appuntamento per chi già frequenta il dōjō, per chi ha condiviso con noi qualche tappa del percorso e per chi vuole conoscere il nostro approccio.
Informazioni e iscrizione ➜ LINK IN BIO
#kinshinden #shinobido #artimarzialiclassiche #torino
Ci sono notizie che si leggono e si dimenticano. E ci sono notizie che restano lì, come un sasso nello stomaco, e continuano a fare domande.
Negli ultimi tempi ne ho lette alcune di questo secondo tipo: storie di persone che hanno scelto di reagire di fronte a un’ingiustizia, e che quella scelta l’hanno pagata cara. Troppo cara.
Continua su Substack ⏬️
Apriamo le porte del nostro "caveau": la registrazione audio della recente Masterclass "La Mente sopra la Lama". Un'immersione profonda nella didattica avanzata per smontare i falsi miti della difesa e costruire un'impalcatura mentale blindata.
In questa lezione approfondiremo:
Perché la difesa personale classica fallisce e come passare all'Autoprotezione Strategica.
Il ciclo OODA (Osserva, Orienta, Decidi, Agisci): perché l'aggressore è sempre in anticipo e come costringerlo ad azzerare il suo attacco.
La Scala Colori di Cooper e il pericolo letale della "Condizione Bianca" (la distrazione fatale durante gli spostamenti quotidiani).
Perché le mani del tuo interlocutore sono il vero specchio delle sue intenzioni criminali, molto più dello sguardo.
L'effetto "Freezing": perché paralizzarsi per la paura non è codardia, ma pura biologia.
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#autoprotezionestrategica #difesapersonale #lamentesopralalama #christianrusso




































































































