Jūjutsu - Arte di Evoluzione

Christian Russo • 28 ottobre 2023

Dalle origini feudali alla moderna adattabilità

Il Jūjutsu rappresenta una delle arti marziali più emblematiche dell'antico Giappone, noto per essere un'arte prevalentemente a mani nude, sebbene, a seconda della tradizione scolastica, possa integrarsi con armi "moltiplicatrici" dei concetti tecnici. Quest'arte marziale trasforma in pratica concetti filosofici di matrice taoista, che la rendono per definizione un'arte umana: adattativa ed evolutiva.


Nata inizialmente come arte accessoria alle più importanti arti armate, durante il periodo di pace Tokugawa (1606-1868) acquisì sempre più rilevanza, affermandosi come mezzo utile anche per la difesa personale dei non appartenenti alla casta bushi. Tuttavia con la modernità sembrò declinare verso un inevitabile tramonto, prima di essere riportata alla luce e modernizzata grazie all'opera di Kanō Jigorō, che la trasformò nel Jūdō.


La radice storica del Jūjutsu si annida profondamente nel tessuto culturale giapponese: il termine sembrerebbe risalire al XVI secolo con la scuola Takenouchi, anche se le tecniche di combattimento senza armi erano praticate segretamente dai nobili e dai samurai in epoche ben più remote.


La connessione storica tra il Jūjutsu e il Sumo è palpabile: entrambe evolutesi dalle primitive tecniche di lotta a mani nude praticate in Giappone. Il Sumo, conosciuto come una delle forme più antiche di lotta rituale e "sportiva", e il Jūjutsu, utilizzato dai samurai sui campi di battaglia, hanno assimilato reciprocamente molte tecniche, soprattutto nell'ambito delle prese e delle tecniche di proiezione.


Le testimonianze scritte più antiche di combattimenti senza armi risalgono all'8° secolo, dimostrando che già in quel periodo esistevano tecniche di combattimento a mani nude praticate dai guerrieri.


Il termine "Jūjutsu" cattura l'essenza dell'adattamento fluido e intelligente alle manovre dell'avversario, riflettendo il principio fondamentale di adattabilità, elasticità o flessibilità () applicato alla tecnica (jutsu). Con l'avvento dell'era Meiji, le competizioni marziali divennero spettacoli brutali, tuttavia, emergendo la figura seminale di Kanō Jigorō, fu possibile traslare e tradurre molti principi del Jūjutsu, adattandoli alle "pacifiche" esigenze moderne.


Il principio del , che implica un'interazione continua di cedere e resistere, rimane la spina dorsale delle tecniche di Jūjutsu, aiutando i praticanti a navigare tra l'aggressione e la difesa, mantenendo un equilibrio dinamico che consente un adattamento efficace a qualsiasi situazione di combattimento. Quest'arte marziale, con la sua ricca storia e il suo nucleo flessibile, continua a essere una testimonianza vivente della profonda tradizione marziale giapponese, mostrando la sua continua evoluzione e rilevanza, estendendo la sua essenza oltre i dōjō e trovando risonanza nelle moderne pratiche di autodifesa. Concetti e pratiche jūjutsu sono rinvenibili oggi non solo nel jūdō, ma anche nell'Aikidō, nello Yoseikan Budō, nel Sambo, nel Systema, nel Brazilian Jiu-jitsu, nell' MMA e nel Krav Maga.


Nel corso dei secoli, il Jūjutsu ha visto una varietà di termini e nomenclature usate per definire e categorizzare quest'arte, riflettendo le tecniche o gli obiettivi centrali di ciascuna scuola o stile. Alcune delle nomenclature storiche associate al Jūjutsu includono "Yawara" che riflette l'essenza di morbidezza o flessibilità, "Toritejutsu" usati per denotare tecniche specifiche utilizzate per immobilizzare o catturare un avversario, e "Taijutsu".


Nonostante sia spesso percepito come una disciplina di combattimento a mani nude, il Jūjutsu ha una ricca tradizione nell'uso delle armi, riflettendo le sue radici storiche e la necessità pratica di addestrare i guerrieri, in particolare i samurai, a difendersi e a combattere in una varietà di situazioni. Questo aspetto evidenzia ulteriormente la profondità e l'ampiezza della tradizione marziale giapponese, mostrando come il Jūjutsu continui a evolversi, mantenendo una connessione distinta con la ricca tessitura della storia marziale giapponese.


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