La guerra è bella anche se fa male - 2
Puntata 2 — Educare il demone
Nella prima puntata ho cercato di mostrare che il demone dell’aggressività appartiene, in forme e intensità diverse, all’esperienza umana, e che negarlo è più pericoloso che riconoscerlo. Ma non basta. Bisogna insegnargli le regole.
Riprendo da dove avevo lasciato. Abbiamo un demone — l’energia aggressiva, il thymos di cui parlava Platone, quella forza che può alimentare lo scontro ma anche il coraggio, la determinazione, la volontà di affermarsi. Abbiamo visto che fingere di non averlo non lo fa scomparire, ma ci rende meno capaci di riconoscerne le manifestazioni e di governarle. E abbiamo chiuso con una domanda: come si prende quell’energia e le si insegna una grammatica? Come si trasforma una forza che può distruggere in una forza che costruisce?
La risposta breve è: con una disciplina.
La risposta lunga richiede però di sgombrare il campo da un equivoco tenace. Perché la maggior parte delle persone, quando sente parlare di “sfogare l’aggressività”, immagina un meccanismo che, per quanto intuitivo, non trova un solido riscontro nelle evidenze disponibili.
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