Il Fattore Zombie

Christian Russo • 25 gennaio 2026

Quando la chimica cancella le regole del combattimento
Immagina la scena. Sei in un parcheggio. Un tizio ti si avvicina urlando. È una "Scimmia", pensi. Vuole fare la voce grossa, vuole imporsi, ti aggredisce fisicamente. Tu sei calmo. Hai studiato arti marziali. Sai che se gli torci il polso in quel modo specifico, lui sentirà un dolore lancinante, si piegherà in ginocchio e si calmerà. È biomeccanica, non può fallire.

Quindi lo fai. Afferri, ruoti, applichi pressione. Ma lui non si piega. Non urla. Ti guarda con due occhi che sembrano buchi neri, spalancati, vuoti. E mentre tu stai lì, incredulo perché la tua tecnica "infallibile" non ha funzionato, lui ti colpisce con una ferocia disumana, come se il suo polso non stesse per spezzarsi.

Benvenuto nell'incubo della Difesa Personale contro soggetti alterati.


Oggi, in preparazione allo SCENARIO:CHAOS del prossimo seminario, dobbiamo parlare del "terzo uomo" che sempre più spesso entra nel ring: le sostanze psicotrope (in particolare Cocaina e i suoi derivati).

Perché quando la chimica entra in circolo, le regole che hai imparato sul tatami vengono riscritte.

La Metamorfosi: Dalla Scimmia allo Squalo in un secondo

Abbiamo parlato di Scimmie (violenza sociale/ego) e Squali (violenza asociale/predatoria). Il dramma degli stupefacenti, in particolare degli psicostimolanti come la cocaina, il crack, le metanfetamine, è che agiscono come un accelerante instabile.

Una persona alterata può iniziare come una Scimmia (vuole solo litigare o chiedere soldi), ma la sostanza inibisce totalmente la corteccia prefrontale – la parte del cervello che dice: "Fermati, è pericoloso" o "Basta, ha ceduto". Senza freni inibitori, la Scimmia si trasforma in uno Squalo frenetico in una frazione di secondo.

Una banale discussione al semaforo, che con una persona sobria finirebbe in insulti, con un soggetto alterato può trasformarsi in un omicidio a mani nude, senza che ci sia un motivo logico. Non c'è raziocinio a impedirlo. Non c'è il timore delle conseguenze. Non c'è l'empatia nei confronti di un altro essere umano. C'è solo l'impulso elettrico dell'azione.

Il Superpotere Chimico: L'Assenza di Dolore

Questo è il punto che manda all'ospedale anche le cinture nere più esperte e smaliziate. Tutta la difesa personale classica si basa sul principio del dolore (Pain Compliance).

  • "Se colpisco il naso, gli lacrimeranno gli occhi."
  • "Se calcio i genitali, si piegherà."
  • "Se applico una leva, si fermerà."
  • "Se effettuo una pressione su un Kyūsho, subirà uno shock."


Questi principi funzionano perché il cervello umano è programmato per proteggere il corpo dal danno. Il dolore è l'allarme che dice: "Fermati!". Ma sotto l'effetto di cocaina o droghe sintetiche, 
i cavi dell'allarme sono come interrotti. Il soggetto non sente dolore. O meglio, il segnale arriva al cervello, ma non viene processato come "urgenza".

In rete si trovano facilmente video autentici di soggetti sotto effetto di sostanze continuare a combattere con braccia lussate, ossa rotte, ferite da taglio o dopo aver subito colpi da KO tecnico. Se la tua strategia di difesa si basa sul "fargli male così smette", potresti avere delle sorprese piuttosto spiacevoli. Lui non smette. Lui è uno Zombie: il corpo continua ad avanzare anche se la mente non c'è più.

La Difesa Meccanica: Spegnere la Macchina

Come ci si difende da qualcuno che non prova dolore nè paura?
Dimentica le leve di controllo. Dimentica i colpi pensati per "educare", scioccare o spaventare. Contro un soggetto alterato chimicamente, l'unica difesa efficace è
Meccanica  o Funzionale.

Se il dolore (il segnale di allarme del corpo) è disattivato, devi agire direttamente sulla struttura fisica. Il concetto è semplice e spietato: non devi cercare di procurargli dolore sperando che si fermi, devi cercare di rendergli fisicamente impossibile proseguire l'attacco o usare un'arma, indipendentemente dalla sua volontà.

Non stai più cercando di convincere la sua mente ad arrendersi; devi spegnere la macchina o tagliare le gomme, perché non hai altra scelta. E in questo scenario, la Distanza Assoluta resta la tecnica regina: uno Zombie è letale nel corpo a corpo, ma non può colpirti se non sei lì. La fuga tattica non è mai stata così onorevole come contro chi non ha più nulla da perdere.

Conclusione: Riconoscere l'Occhio del Demone

Prima ancora di arrivare allo scontro, devi saper diagnosticare chi hai davanti. Guarda gli occhi: le pupille dilatate (midriasi) che non reagiscono alla luce. Guarda la mascella: contratta, che digrigna (bruxismo). Guarda il movimento: scatti improvvisi, sudorazione eccessiva, agitazione psicomotoria.


Se vedi questi segni, cancella il protocollo "Danza delle Scimmie" o "Rissa da Bar". Non stai combattendo contro un uomo. Stai combattendo contro la chimica. Non cercare il dialogo. Non cercare la sottomissione. Evita lo scontro a ogni costo. E se non puoi evitarlo, ricorda che il dolore non è un tuo alleato.

LA MENTE SOPRA LA LAMA² // SCENARIO: CHAOS

Non confrontarsi in un duello, ma riconoscere una predazione.
Il 1° Febbraio parleremo anche di questo. Di come gestire minacce che non seguono le regole della biologia standard. Perché nel Caos, non tutti i giocatori sono lucidi. E tu devi essere pronto ad affrontare anche chi non lo è.

Non serve aver partecipato al primo capitolo. Serve solo la volontà di esserci.

📍 Domenica 1 Febbraio 2026, Torino.
👉 Clicca qui per gli ultimi posti disponibili.

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