Il Prestigiatore della Violenza

Christian Russo • 20 gennaio 2026

PERCHÈ I TUOI OCCHI
TI STANNO MENTENDO.
 

Immagina di essere seduto a teatro. Sul palco c’è un prestigiatore. Lui alza la mano destra, schiocca le dita, fa apparire una fiammata o un fazzoletto colorato. Tutti guardano lì. I tuoi occhi sono incollati a quel movimento rapido e luminoso. Ed è esattamente in quel momento, mentre la tua mente è rapita dal "rumore", che la sua mano sinistra – quella che nessuno sta guardando – sta sfilando l'orologio dal polso del volontario o nascondendo la carta nel mazzo.

Si chiama Misdirection. È l'arte di dirigere l'attenzione dove non conta, per agire indisturbati dove conta. Nel mondo dello spettacolo, il prezzo da pagare per essere caduti nel trucco è un applauso e un sorriso. Sulla strada, il prezzo è molto più alto.

In preparazione al seminario Scenario: CHAOS (1° Febbraio), oggi parliamo di come la violenza possa essere, prima di tutto, un gioco di prestigio letale. E di come il tuo cervello sia il complice ideale del tuo aggressore.

"Fare rumore a Oriente per attaccare a Occidente"

Esiste un antico stratagemma militare cinese (Shēng Dōng Jī Xī), uno dei "36 Stratagemmi", che recita: "Fai rumore a Oriente per attaccare a Occidente". Il concetto è semplice: crea un'aspettativa, un evento vistoso, un pericolo apparente in un punto, per costringere il nemico a concentrare lì le sue difese. Un diversivo. Poi, colpisci nel vuoto che si è creato altrove.

Ogni predatore esperto, consapevolmente o istintivamente, è un maestro di questo stratagemma.

  • L'aggressore da bar (la "Scimmia"): Ti spintona con la mano sinistra sul petto. Il contatto è forte, fastidioso, umiliante. Il tuo cervello si focalizza su quella mano, sulla sensazione fisica, sull'offesa. "Ehi, giù le mani!". Tutta la tua attenzione va a "Oriente". E mentre sei lì, la sua mano destra (Occidente) sta già viaggiando verso il tuo mento.
  • Il rapinatore armato (lo "Squalo"): Ti sventola il coltello davanti agli occhi. La lama luccica. È l'oggetto della morte. Non riesci a guardare altro. Sei ipnotizzato. E mentre fissi la lama, non vedi il calcio che ti sta spezzando il ginocchio o il complice che ti sta arrivando alle spalle.
  • Il borseggiatore (la "Zanzara"): Ti urta violentemente o ti versa addosso una bevanda. È come un ronzio fastidioso o una puntura improvvisa che attira la tua mano e il tuo occhio sul punto dell'impatto (Oriente). Il tuo sistema sensoriale è sovraccarico in quel punto. Mentre ti gratti via il fastidio o ti pulisci, non senti assolutamente la sua proboscide leggera che ti sta sfilando il portafoglio dalla tasca opposta (Occidente). Quando senti il "prurito" dell'assenza, lui è già volato via.
  • Il truffatore (la "Rana Pescatrice"): Qui il gioco è mentale. Questo predatore non ti insegue; aspetta nel buio. Il "rumore a Oriente" è la sua esca luminosa: la promessa di un guadagno facile, di un affare esclusivo. Ti fa credere di essere tu il predatore, quello furbo che sta per mangiare l'esca. Tutta la tua attenzione è focalizzata sulla luce, sull'avidità e sul profitto. E mentre la tua mente è ipnotizzata dal guadagno, non ti accorgi di essere entrato volontariamente nella sua bocca spalancata (Occidente). La truffa riesce solo se la vittima "collabora", accecata dalla luce dell'esca.

Costoro usano il trucco. Ma il vero problema è che noi ci caschiamo non perché siamo stupidi, ma perché siamo umani.

La Trappola dell'Alta Definizione (Il Costo del Focus)

Perché il trucco funziona sempre? Non è (solo) questione di paura, è questione di anatomia. Il nostro cervello non funziona come una telecamera a grandangolo che registra tutto con la stessa nitidezza. Funziona più come una torcia in una stanza buia.

Per capire cosa sta accadendo in un punto preciso (capire se quello è un coltello vero, leggere la mappa del truffatore, interpretare il gesto della Scimmia), i tuoi occhi devono usare la Visione Foveale. È una porzione piccolissima al centro della retina, l'unica capace di vedere in "Alta Definizione". Ma c'è un prezzo biologico da pagare: il cervello ha risorse limitate. Nel momento esatto in cui il cervello ordina "Zoomma su quel dettaglio!" per analizzarlo, deve necessariamente sfocare tutto il resto per risparmiare potenza di calcolo.

Non è un malfunzionamento da panico, è un'ottimizzazione evolutiva. È come essere destri: se usi la destra per scrivere con precisione, la sinistra diventa un mero appoggio. Il problema è che il predatore conosce questo meccanismo. Lui crea il "Rumore a Oriente" proprio per attivare la tua Visione Foveale in quel punto. Ti costringe a focalizzarti. E mentre tu stai guardando il suo "trucco" in 4K Ultra-HD, il resto del mondo (il complice, la via di fuga, l'altra mano) scompare in una nebbia a bassa risoluzione.

Mentre tu sei focalizzato al 100% sull'albero, la foresta smette di esistere. Ed è dalla foresta che arriva l'attacco vero.

Nei miei corsi ripeto spesso una verità scomoda: la concentrazione uccide. Nello sport, il coach ti urla: "Focus! Concentrati sull'avversario!". Sul ring va bene: l'avversario è uno, l'arbitro controlla che nessuno entri da dietro, il pavimento è liscio. Nella realtà, come abbiamo visto, focalizzarsi su un dettaglio significa regalare le spalle al resto dell'universo.

Se guardi il coltello, non vedi l'uomo. Se guardi l'uomo che urla, non vedi l'amico silenzioso che ti sta accerchiando. Il combattente esperto sa che l'attacco decisivo arriva quasi sempre dall'angolo cieco, dal punto che il "prestigiatore" ha volutamente lasciato nell'ombra. "Sii disattento", quindi.

La Soluzione: Diventare lo Spettatore Scomodo

Come si sconfigge un prestigiatore? Semplice: smetti di guardare dove vuole lui. Se il mago gesticola con la destra, tu guarda la sinistra. Se fa esplodere un petardo, tu guarda dietro le quinte.

Nelle arti marziali tradizionali parliamo di Enzan no Metsuke (guardare le montagne lontane). È lo sguardo sfocato, morbido, che non si aggrappa a nessun dettaglio ma percepisce tutto l'insieme. È guardare l'aggressore senza fissarlo negli occhi o nell'arma. È vedere "la stanza", non "il problema". È vedere "la montagna", non "l'albero". È il passaggio dallo sguardo che afferra (aggressivo, focalizzato, facile da ingannare) allo sguardo che accoglie (passivo, panoramico, impossibile da sorprendere). Solo rompendo l'ipnosi del focus puoi notare il movimento a "Occidente" mentre tutti guardano a "Oriente".

È difficile? Terribilmente. La biologia ti urlerà di guardare il coltello. L'istinto ti spingerà nel tunnel. Ma l'addestramento serve proprio a questo: a disobbedire alla paura per poter vedere la realtà.

LA MENTE SOPRA LA LAMA² // SCENARIO: CHAOS

Domenica 1 Febbraio lavoreremo esattamente su questo. Usciremo dal "duello" e dal focus eccessivo. Ti metteremo in situazioni dove "fare rumore a Oriente" sarà la norma, e dovrai imparare a sopravvivere agli attacchi che arrivano da Occidente, da Nord e da Sud. Impareremo a gestire il disordine, le minacce multiple e il sovraccarico sensoriale. Perché quando il gioco si fa sporco, vince chi vede tutto, non chi fissa il trucco.

Non serve aver partecipato al primo capitolo. Serve solo la volontà di esserci.

📍 Domenica 1 Febbraio 2026, Torino.
👉 Clicca qui per gli ultimi posti disponibili.

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