Anatomia di una performance

Christian Russo • 20 marzo 2024

Lo Shinobi Dō al Festival dell'Oriente

Poter partecipare al solo grande evento dedicato all'Oriente che si tenga a Torino durante l'anno ha rappresentato un'occasione imperdibile; nonostante possa apparire più come una "Fiera dell'Orientaleggiante" più che un autentico omaggio all'Oriente, nel Kinshinden preferiamo concentrarci sulle opportunità piuttosto che sui limiti.


Quali le opportunità offerte da questo evento per il nostro
Dōjō - comuni alle molte realtà, anche degne di nota, che hanno deciso di partecipare?

  • Per il suo carattere generico e di un'Asia favoleggiata, è in grado di raggiungere molte persone con un interesse per le discipline orientali;
  • con la nostra dimostrazione dello Shinobi Dō, abbiamo potuto mettere in gioco ciò che pratichiamo in un contesto fuori dalla nostra zona di comfort, diventando momentaneamente parte di quest'onda, ma mantenendo il controllo del nostro timone;
  • Preparare l'evento significa anche dedicarsi intensamente alla pratica e all'organizzazione, un'occasione per affinare le nostre abilità e strategie comunicative. Questo processo ci invita a riflettere su come presentare al meglio ciò che rappresentiamo e ci appassiona, e su come verrà percepito dal pubblico.


Chi guarda con snobismo ad un evento simile forse non ricorderà che il suo primo approccio con l'Asia, con le Arti Marziali, con la lingua e la storia di quei Paesi sarà stato probabilmente molto più prosaico e basico rispetto al proprio punto di arrivo: un cartone animato, un ciondolo, un incenso, un kimono assurdamente sgargiante, un B-movie; una eco che da Oriente giungeva fino qui, una voce amplificata artificiosamente e distorta, ma che pur sempre diede il "la" per l'inizio di un Viaggio.


Partecipare a questo evento, al di là della condivisione o meno con gli aspetti culturali, estetici e organizzativi, è stata un'opportunità per riaffermare il nostro percorso e condividere la nostra passione con un pubblico più ampio. Ci ha immerso in un ambiente ricco di stimoli, dove abbiamo cercato di esprimere la nostra arte e la nostra visione, aprendoci a nuove possibilità di crescita e apprendimento.
Ci siamo riusciti? A voi i commenti!

👇🏻Qui trovate il video della performance e, più in basso, alcune chiavi di lettura di ciò che vedrete. Io e le Cinture Nere Daniel Fichera e Marco Pellegrino siamo i "volti" della performance, ma nel dietro le quinte sono con noi anche le altre Cinture Nere e gli allievi del Dōjō e a ognuno di loro va il mio ringraziamento. 
Buona visione!

👉Se il tuo browser non supporta il video, vai al link diretto di YouTube (Click!)

Reigi - Il Saluto

1. Shinobi Dō Reigi - Il Saluto dello Shinobi Dō

Ogni inizio comincia con un cenno, un gesto, o un rituale completo di saluto: un omaggio, un ringraziamento, un momento che cristallizza il momento unico che viviamo insieme. Praticanti alla pari, guerrieri che si inchinano con i propri pugni chiusi, senza prostrazioni o sottomissioni.

Speed Ramping

2. Jūjutsu - Le tecniche di difesa e attacco.

Mettere "in mostra" le tecniche marziali base (kihon) e riuscire a essere comprensibili è un compito piuttosto difficile. Agli occhi dello spettatore sembreranno sempre artificiose, e, a seconda di come le si metterà in scena, alternativamente: troppo lente, morbide, veloci o violente.

Così, nel progettare la dimostrazione abbiamo oggi optato per un esperimento: lo speed ramping, ossia quell'effetto cinematografico ove la intro della scena è in slow motion per poi passare a velocità normale nella chiusura della scena. 

Kusarifundō

3. Kusarifundō - una corta catene e due pesi ottagonali allungati. Una piccola arma sviluppata durante il periodo Edo in Giappone per le operazioni di polizia, gli agguati e la difesa personale. Un'arma versatile, che consente di potenziare efficacemente e senza esclusioni ognuna delle tecniche marziali del jūjutsu

Bokken e Jo

4. Bokutō e - La spada in legno e il bastone, armi semplici e potenti si confrontano con le proprie specificità: distanza, controllo, riflessi, potenza. 

Shuko

5. Shuko - degli strumenti di probabile origine contadina diventarono armi per l'attacco e la difesa da bastoni, spade... letteralmente nelle mani degli shinobi. Nel video questa parte dimostrativa è quasi del tutto tagliata, ma ci rifaremo...

Kyoketsu Shoge Christian Russo

6. Kyoketsu Shōge - una lama di lancia falciforme (kamayari), una corda e un anello in metallo. 

Le tecniche giapponesi della falce con catena (kusarigama) si uniscono alle tecniche con il coltello e allo Hojōjutsu, l’arte di legare i prigionieri.
Un’arma composita dunque, complessa e affascinante, che sfida al controllo dei gesti e delle emozioni.

Shurikenjutsu

7. Shuriken e Shurikendome - “Shuriken” è una parola giapponese che indica diverse piccole lame da lancio di forma e peso differenti. Venivano utilizzate principalmente come diversivo nel confronto armato, ma oggi nel nostro dōjō sono un utile strumento per migliorare concentrazione, focalizzazione, riconnettere Mente e Corpo, trovare un nuovo modo di meditare… lanciando. 

Shurikendome è invece una delle declinazioni dell'area bukidori, la difesa da armi. Evitare, intercettare, deviare gli shuriken diventa il contraltare dell'arte del tiro.

Kuji no In

8. Kuji no In - Il ‘Kuji no In’ è un metodo le cui origini si perdono nell’India e nel Tibet. Tramite il Taoismo cinese sino all’esoterismo giapponese, respirare e meditare intrecciando le dita in 9 mudra (segni specifici con le mani), permetteva di evocare gli spiriti a protezione del praticante.
Oggi con tale pratica ci poniamo lo scopo di mettere a fuoco l’obiettivo, connettere corpo e mente e preparare ad un’importante prova.

Saluto

9. Il saluto finale - Come ogni Inizio, ogni Fine nello Shinobi Dō viene sancita dal saluto. Attenti a non ridurlo a un automatismo, un rituale che è anche un vero e proprio strumento di pratica.

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