Intrecci di corde e di dita

Christian Russo • 21 aprile 2025

Dallo Hojōjutsu al Kuji-In

Hojojutsu / Kuji no In

Nella pratica del Kuji In, i “nove sigilli” dell’esoterismo giapponese, le dita si intrecciano in gesti codificati. Ogni mudrā è un sigillo, una chiave simbolica che apre ad uno stato mentale, una qualità interiore da attivare.
Rin. Pyō. Tō. Sha. Kai. Jin. Retsu. Zai. Zen.
  Ognuno un passo, ognuno un nodo.


Chi conosce lo Hojōjutsu – l’antica arte della corda da cattura giapponese, argomento del mio primo libro– potrebbe trovare sorprendente quanta risonanza esista tra l’intreccio delle dita e quello delle corde. Anche se le finalità delle due pratiche sono molto diverse, l’elemento comune dell’intreccio, del vincolo, del gesto deliberato e rituale, interroga su altri punti in comune.


  • Nello Hojōjutsu, ogni legatura non è solo funzionale all’immobilizzazione. È anche comunicazione. Il modo in cui la corda passa, stringe, incrocia, rivela l’identità sociale del legato, il suo crimine, il suo destino. In una società fortemente codificata come il Giappone feudale, il nodo è linguaggio. Al tempo stesso, l’intreccio di corda mette ordine sul caos.
    Nel
    Kuji In, il nodo è realizzato con le dita. Le dita si stringono in sequenze che hanno lo scopo di legare la mente a uno stato preciso. Il gesto vincola l’attenzione, tiene ferme le emozioni, orienta l’intenzione. Nuovamente, l’intreccio mette ordine sul caos.


  • Sia nello Hojōjutsu che nel Kuji In, l’intreccio non è solo un modo per trattenere qualcosa, ma anche per definirlo. Il nodo rende visibile ciò che era indistinto. Legare, in questo senso, è chiarire. Nel Kuji In si stringe per focalizzare. Nello Hojōjutsu, si stringe per contenere. Ma in entrambi i casi il gesto produce ordine: la corda sull'esterno, le dita sull'interno. Proprio come nella raffigurazione di Fudō Myō-Ō, il nome che in Giappone viene dato alla divinità Buddhista Acala, l'Immobile, con una spada in una mano e una corda nell'altra.  


  • Entrambe le pratiche richiedono ritualità. Nello Hojōjutsu, i nodi devono essere precisi, equilibrati, eseguiti in silenzio, con cura. Nel Kuji In, i mudrā si eseguono con la stessa intensità e attenzione, accompagnati da mantra e visualizzazioni. Non si improvvisa: si ripete, si affina, si va in profondità.



La Mente sopra la Lama

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