Lo Shuriken dello Shōgun

Christian Russo • 25 dicembre 2024
Il mistero dello Shurikenjutsu:
l’arte nascosta dei samurai e il suo legame con Tokugawa Yoshinobu

Quando si parla di arti marziali giapponesi, la mente corre subito alla katana, al kendō o al jūdō. Tuttavia, prima che le arti marziali si sportivizzassero nella loro versione odierna, alcuni metodi "minori" erano praticati in ambito marziale più spesso di quanto potremmo pensare: tra questi lo shurikenjutsu, l'arte delle lame da lancio giapponesi. Vi è inoltre un legame tra lo shurikenjutsu e Tokugawa Yoshinobu, il 15° e ultimo shōgun del Giappone.

Gli shōgun furono i comandanti militari che governarono il Giappone per quasi sette secoli, dal 1192 al 1867, attraverso un sistema noto come shogunato o bakufu. Formalmente nominati dall'imperatore, gli shōgun detenevano il potere reale, lasciando all'imperatore un ruolo simbolico. Questo sistema, iniziato con il primo shōgun Minamoto no Yoritomo, fu caratterizzato da una struttura feudale in cui i daimyō (signori locali) e i samurai erano le principali forze militari e politiche.


Tokugawa Yoshinobu (1837-1913) è noto per il ruolo cruciale che ha avuto nel passaggio dal periodo Edo alla Restaurazione Meiji, segnando la fine dello shogunato e il ritorno del potere all’imperatore. Ma dietro la sua figura politica si cela un lato meno conosciuto: la sua dedizione alle arti marziali, tra cui lo shurikenjutsu.

Fin da giovane, Yoshinobu mostrò un grande interesse per le arti marziali. Si allenò nello Chishin-ryū, uno stile di shurikenjutsu che si concentrava sull’uso di kugigata bō-shuriken, lame affilate a forma di chiodo. Questa disciplina richiedeva precisione e controllo, caratteristiche che riflettono il carattere brillante e meticoloso di Yoshinobu. Anche nei momenti più critici della sua vita politica, si dice che trovasse sollievo e concentrazione nella pratica dello shurikenjutsu, un’attività che gli permetteva di gestire la pressione e l’ansia derivanti dal suo ruolo di leader. Ne portava con sè un set anche nelle divise militari di stampo occidentale che indossava nei momenti ufficiali.


Shurikenjutsu e strategia: l'arte del controllo

Per Yoshinobu, lo shurikenjutsu non era solo un’arte marziale, ma anche un’espressione della sua strategia mentale. Questa disciplina, spesso praticata in segreto dai samurai, non si limitava a essere un’arma difensiva, ma rappresentava una forma di concentrazione e preparazione mentale per affrontare le sfide che il suo ruolo gli presentava.

Nel periodo tumultuoso della fine dello shogunato, Yoshinobu utilizzò inoltre il suo allenamento non solo come pratica fisica, ma come metafora della sua visione politica. Proprio come nel lancio di uno shuriken è necessario calcolare la traiettoria e mantenere la calma, anche nelle decisioni politiche l’ultimo shōgun bilanciava lungimiranza e precisione. Questa connessione tra arte marziale e strategia politica è una delle ragioni per cui Yoshinobu è una figura così affascinante, anticipatore della teoria di restituzione del potere all'Imperatore da parte del regime militare e sopravvissuto a molti dei suoi coevi che furono protagonisti dei tumultuosi anni del Periodo Meiji.

La Mente sopra la Lama

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